• 10 Mag

    IL SOFFIO DEL DIO VIVENTE
    Gv 3,3-8


    a cura di p. Attilio Franco Fabris

     

    Sal 39, 6 Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni

    e la mia esistenza davanti a te è un nulla.

    Solo un soffio è ogni uomo che vive,

    7 come ombra è l’uomo che passa;

    solo un soffio che si agita,

    accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.

    L’uomo è “soffio”: un essere segnato da una estrema fragilità.

    Tutto nella vita, infatti, è passeggero, instabile: Vanità delle vanità, tutto è vanità dice Qoeleth (Ql 1,2).

    Ma la traduzione esatta di hevel nonb è vanità: il termine sta ad indicare l’ultimo istante dell’appannarsi dello specchio, in cui per un attimo, si materializza l’ultimo respiro.

    Accanto a “soffio” troviamo la simbologia dell’ombra, dell’erba dell’acqua che si disperde… L’abbondanza di immagini sta ad indicare l’assillo che per il semita rivestiva la perdita delle sorgenti della vita.

    L’espressione inseguire il vento (Ql 1,14.17) significa l’inutilità e la stoltezza degli sforzi dell’uomo per prolungare la sua vita. L’essere umano che tenta di durare insegue il “soffio” che lo sfugge.

    SOFFIO E POLVERE

    Per l’antropologia biblica l’uomo è in realtà costituito da “soffio” e “polvere”.

    Il soffio non appartiene all’uomo: esso è dono dell’alito di Dio. E’ JHWH che soffia nelle narici di Adamo l’alito di vita.

    E’ così che vi è la consapevolezza che se “Dio richiamasse a sé il suo alito, se concentrasse in se stesso il proprio alito, ogni carne spirerebbe all’istante e l’uomo ritornerebbe in povere” (cf Gb 34,14-15) “Togli loro il respiro muoiono e ritornano nella loro polvere…” (sal…).

    L’elemento “polvere” in se stesso dunque è simbolo di dispersione, di morte, di fragilità estrema: di polvere ci si copre il capo in segno di lutto.

    E’ solo il “soffio” che può donare una speranza. Quel soffio che riposa in pienezza sul figlio diletto mandato a rianimare l’umanità moribonda. La vita del Figlio è lo stesso soffio che viene donato.

    L’umanità rianimata dal suo soffio riconosce finalmente che Dio è “Abbà”, Padre, papà: finalmente l’uomo riscopre il vero volto di dio sfuggendo dalla rappresentazione di quel volto deturpato dalla sua ribellione iniziale:

    Gal 4,6 E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! 7 Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.

    RINASCERE

    E’ perciò necessario rinascere dal Soffio di questa vita nuova. E questa rinascita avviene sacramentalmente nel battesimo: è una nuova creazione. Il dono rinnovato significa risurrezione.

    Gv 3,3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». 4 Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». 5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. 7 Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. 8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». 9 Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».

    Nella visione di Ezechiele questo appariva attraverso immagini simboliche in modo grandioso:

    Ez 37, 1 La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; 2 mi fece passare tutt’intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. 3 Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». 4 Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. 5 Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. 6 Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». 7 Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. 8 Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. 9 Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». 10 Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.

    Sempre nell’AT vediamo come il soffio quando discende sull’uomo lo cambia, perché “Dio è con Lui” (Cf 1Sm 10,6-7).

    Quando scende l’unzione per mano del profeta l’uomo diventa “L’unto di JHWH”: ungere è perciò segno del soffio come principio di forza (1Sm 10,1; 16,13; 1Re 1,34):

    1Sm 16, 13 Samuele prese il corno dell’olio e lo consacrò con l’unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.

    Gesù a Nazaret legge nella sinagoga il proclama di Isaia: “Lo spirito del Signore Dio è su di me per questo mi ha consacrato con l’unzione…” (Lc 4,18-21).

    Nel battesimo il soffio discende su di lui come colomba, è in lui si attua la pienezza dei doni come aveva previsto Isaia:

    11, 1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,

    un virgulto germoglierà dalle sue radici.

    2 Su di lui si poserà lo spirito del Signore,

    spirito di sapienza e di intelligenza,

    spirito di consiglio e di fortezza,

    spirito di conoscenza e di timore del Signore.

    3 Si compiacerà del timore del Signore.

    Non giudicherà secondo le apparenze

    e non prenderà decisioni per sentito dire;

    Giovanni commenta:

    1, 32 Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

    I “sette soffi di Dio” in Ap. 1,4 sono pienezza di potenza e chiaroveggenza divina.

    DONO DEL CROCIFISSO RISORTO

    Il figlio morente dona il suo “soffio” sulla croce per donarlo all’umanità morente. Ed è morendo che il figlio rivela pienamente l’immagine del Padre. Dio è amore (!Gv 4,8.16) rivelato sulla croce.

    E’ così che il nome del Padre è glorificato dal Figlio (Gv 12,28).

    Ed è il Soffio che sospinge a questa confessione di fede. Lo Spirito diviene avvocato nei confronti del Figlio crocifisso. Spetta a Lui rivelare il peccato, la giustizia e il giudizio.

    Lo Spirito perora la causa di coloro che condividono la croce.

    L’ultimo soffio del crocifisso è la più alta opera del soffio di amore. E lui che strappa il velo del tempio e rianima i cadaveri (Mt 27,51-52).

    E’ lui che risuscita il crocifisso e lo innalza:

    Rm 1,4 costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.

    E’ lui che infiamma gli apostoli il giorno di Pentecoste (cf At 2).

    E’ lui che prende possesso dei battezzati nel nome di Gesù e fa rinascere (At 2,32ss; Gv 3.5-6).

    Ez 36,25 Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; 26 vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.

    La promessa fatta per bocca del profeta si è finalmente realizzata.

    Il Padre ha immesso il soffio del Figlio nel cuore dell’uomo riconquistato all’amore.

    La vita dell’uomo prende la forma dell’amore crocifisso.

    Il Padre riconosce nell’uomo il Figlio e il figlio adottivo riconosce in lui il Padre.

    Posted by attilio @ 09:43

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